mercoledì 5 novembre 2014

La giornata tipo, di una donna allergica al Nichel





Suona la sveglia, mi alzo con il pensiero di fare colazione, sono ancora addormentata e per qualche istante ancora non ricordo la mia allergia e che non c'è niente con cui fare colazione.

Come diceva Totò nel film "Miseria e Nobiltà" <Noi nel cappuccino non ci mettiamo niente, ne latte ne caffè>. A me resta solo la "miseria"...

Decido di bere almeno un po' di caffè, però lo bevo amaro e ci vorrebbe almeno un biscottino, ma niente da fare, non posso!

Vado a fare la doccia ma, purtroppo ho finito il costoso bagnoschiuma Nichel Tested e non so come fare, allora provo a diluire quel rimasuglio con acqua e cerco di farlo bastare.
Quando arriva il momento di vestirmi, altro dramma. Tutto mi da fastidio a causa del gonfiore e la biancheria intima è un'autentica tortura.

Finalmente esco di casa, ma appena varco la porta, vorrei già rientrare per indossare il mio comodissimo "straccetto" di casa, rigorosamente bianco.

Mi reco in farmacia, dove ormai sono di casa e compro il bagnoschiuma Nichel Tested che ho finito e visto che ci sono, prendo anche lo shampoo. Mi fanno il conto e mi viene un colpo. Lo shampoo costava 7,50 euro e oggi lo battono a 12,00 euro.
Faccio il diavolo a quattro, chiedo il perché di un rincaro simile, ma come da programma, nessuno sa darmi una risposta. Sono furiosa ma lascio perdere, pago alla svelta ed esco molto seccata.
Entro nel supermercato per fare la spesa e cercare tra gli scaffali qualche prodotto nuovo che  abbia il simbolino Nichel Tested, vedi mai che qualche azienda si è accorta di noi e ha messo in vendita prodotti adatti alla nostra patologia, senza farci svenare per comprarli?
Mi armo di pazienza e inizio a cercare. Prima i saponi, inforca gli occhiali per leggere le minuscole scritte, togli gli occhiali per camminare, dopo una serie di togli-metti mi arrendo. Nulla di nuovo nel reparto detergenti.
Per la mia "felicità", passo al reparto alimentare e da lontano vedo una montagna di Nutella, pure in offerta (vorrei morire) e sento l'acquolina ma tiro dritto per la mia triste strada.
La mia spesa prosegue così: <Questo no. Forse questo? Eh no. Aspetta, fammi leggere questa etichetta che forse... niente da fare. Mi resta questo però mi fa schifo. Avanti così per tutto il supermercato.
Intanto le promoter mi fermano continuamente con le promozioni, alcune con un piatto in mano ricolmo di sfiziosi assaggini che naturalmente non posso neanche guardare... Aiutoooo

Arrivo finalmente alla cassa con il carrello pieno, eh già.. ho un marito a cui devo cucinare normalmente, ci mancherebbe che facesse la fame come me, anzi dal momento che mi hanno diagnosticato l'allergia, cucino certe prelibatezze... Dev'essere un modo per compensare ciò che non mangio io, o magari  per risarcire un marito che sopporta con affetto, il mio quasi perenne pessimo umore e questa vita difficile anche per lui.

Nel pomeriggio sono già stanca, mi sento frustrata e ho fame.
Per fortuna questa giornata finisce,  con tutta una serie di altri episodi negativi, sempre legati a questa stramaledetta patologia. Ma è solo illusione, quando finalmente vado a  dormire, il prurito si ricorda di me e mi impedisce di prendere sonno e allora mi alzo e mi ritrovo alle due e mezza del mattino a scrivere nel blog,  la mia giornata tipo.

3 commenti:

  1. Quante giornate tipo ho vissuto così,il problema e' che siamo solo a combattere questa allergia.

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  2. racconto di una giornata difficile, insomma!
    non è così tutti i giorni per te , vero??? sennò vengo li a consolarti!!
    io giro per il supermercato leggendo ogni etichetta, spesso esito col prodotto scelto in mano , indecisa se osare e comprarlo oppure no.
    sono certa che mi guardino in modo sospetto perchè ho un comportamento veramente strano : spesso metto nel carrello qualcosa e poi cambio idea oppure resto incantata davanti ad uno scaffale mentre ingaggio una discussione tra me e me, divisa tra desiderio e paura.
    ho imparato a sorridere di me , a darmi una pacca sulla spalla e dicendomi " dai che prima o poi ce la farai e poi non è così necessario mangiare delle brioches a colazione" .
    :)

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  3. Come ti capisco Lalla, pensa che io porto anche la mascherina e sono oggetto di sorrisini compiacenti o sguardi interrogativi di fastidiosi curiosi, sicuri di aver visto un alieno. :-)
    Il capitolo dolci per me è a parte, ne cucino tanti ma non sono mai stata una golosa di dolciumi, nutella a parte.
    Purtroppo sono sempre stata una buona forchetta e mi mancano tutti quei bei cibi gustosi, sai quelli tipici della cucina mediterranea.
    In realtà Lalla è spesso così, l'unica cosa che cambia è il morale se è alto, i sintomi sono più sopportabili, ma se sono a terra tutto diventa difficile.
    La parte psicologica è fondamentale per le nostre difese immunitarie, ma questo lo sapete bene anche voi. Scrivere, raccontarsi e confrontare le nostre esperienze è un notevole aiuto al nostro morale, almeno per me è così.
    Questo blog deve servire anche a questo, oltre a portare avanti delle iniziative utili a tutte le persone che vivono questo problema. Ho l'energia giusta per scatenare un putiferio, in modo che le aziende e le istituzioni prendano in considerazione questa patologia che sta aumentando in modo esponenziale nell'indifferenza totale!
    Samy, non sei sola, non siamo più sole se ci uniamo.
    Forza siamo Donne alla riscossa!

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