lunedì 17 novembre 2014

Laddove regna il caos.

 

Carissimi nuovi iscritti,
ho aperto questo blog per tentare di reagire al totale disinteresse delle Aziende alimentari, tessili e farmaceutiche, nei confronti delle persone che soffrono di questa fastidiosa allergia. Le ultime statistiche, secondo me sottostimate, parlano di una percentuale considerevole della popolazione, 10% nelle donne e 4% negli uomini.

Il mio intento è quello di sensibilizzare al problema tutti coloro, che hanno il potere di fare qualcosa per noi. Mi riferisco ad esempio, all'esenzione dei prodotti costosi che siamo costretti a comprare nelle farmacie e che non possiamo nemmeno scaricare.
Non voglio dare false speranze o far credere che basta un blog per ottenere considerazione e ascolto, ma se saremo in tanti, sono certa che ci dovranno ascoltare.

Tutte le persone affette da questa patologia, sanno bene quanto è difficoltoso avere notizie sicure, specialmente sugli alimenti.
Ognuno interpreta questa allergia a modo suo e tra gli allergologi e i nutrizionisti regna una grande confusione.
Quanti di noi, dopo essere usciti da un ambulatorio medico, si sono sentiti depressi e confusi?
Io dico, quasi tutti!

Quello che più mi indispone è che mi è stata data una LINEA GUIDA sui cibi permessi e quelli no, dall'Osservatorio Gravi Reazioni Allergiche dell'Ospedale Maria Vittoria di Torino, ma è totalmente in contraddizione con quella di altri Ospedali Italiani e dai consigli di altri "autorevoli" esperti.

Il problema è vero, può essere soggettivo, perché dipende dal "grado" di allergia che abbiamo e da quanto Nichel abbiamo in corpo. Infatti questa allergia è definita da ACCUMULO, cioè quando il tuo organismo ne è saturo, inizia a reagire.

Tuttavia è anche vero che se abbiamo una lista di alimenti con il relativo contenuto di Nichel è più facile regolarsi adottando una dieta e con il minimo apporto di Nichel possibile. Ma non è così semplice, considerando che sono tutte discordanti tra loro.
Mi domando, ma se due più due fa quattro, perché diamine non si mettono d'accordo sul contenuto di Nichel negli  alimenti? Suppongo che il risultato sia scientifico, non credo si debba interpretare a seconda del chimico di turno, no?

Faccio un esempio... nella mia, il latte e i latticini sono permessi. Ma ci sono altrettante persone con lo stesso vademecum ospedaliero a cui sono vietati e via così per tutti gli alimenti.
Potrei citare fiumi di questi esempi, ma credo di aver reso l'idea.
Allora che si fa? Direte voi.
Io nel mio piccolo ho deciso di andarmi a prendere le informazioni alla fonte.

Ho già scritto a diverse aziende di pentolame per cominciare, con la precisa richiesta che mi vengano forniti tutti i componenti della lavorazione e quelli del materiale finito.
Vedremo se riusciremo ad avere riscontri.

Ci vorrà tempo, ma più iscritti ci saranno nel Blog e più difficile sarà ignorarci.
In futuro quando e se saremo abbastanza numerosi e avrò i fondi necessari, voglio prendere gli alimenti uno ad uno e portali personalmente in un laboratorio analisi che mi certifichi quanto Nichel contengono, così sapremo davvero cosa possiamo mangiare e non saremo costretti a fidarci di persone, benché definite esperte in materia, che interpretano a loro piacimento dei dati così importanti.
Non si potrà fare per tutti gli alimenti, ne sono consapevole, ma almeno quelli fondamentali, LATTE, FARINA, UOVA...
Un altro aspetto di questa allergia è quello tessile.
Già, perché questo maledetto Nichel si trova dappertutto, specialmente nei tessuti colorati.
Perfino nel cuoio delle scarpe, mi è stato detto all'Ospedale. Purtroppo io sospetto sia anche nelle cuciture fatte con il nylon, perché ho ascoltato tante persone che, come me, non riescono più a sopportarle, soprattutto quelle nella biancheria intima. Ne deduco che anche nel nylon c'è qualcosa che non va!

Anche la mia "adorata" argilla contiene Nichel e infatti ho quasi abbandonato le mie creazioni in ceramica e non apro più il sito da mesi. Penso con tristezza a coloro che vivono di quel tipo di  attività.

La lista è talmente lunga che dovrei impiegare buona parte della notte a scriverla, però non voglio annoiare e mi fermo qui!
Questa era solo una prefazione, non ci mancherà il tempo per confrontare le nostre esperienze.

I VOSTRI SUGGERIMENTI, SARANNO BENE ACCETTI!


 
 
*L'allegato è una fedele sintesi del vademecum che mi è stato consegnato all'Ospedale.





1 commento: