martedì 27 gennaio 2015

Cena a casa di zia Caterina.

A grande richiesta..
 



La settimana scorsa  ero in farmacia con mio marito e ho incontrato mia zia Caterina..

ZIA – Ciao, chi sta male?
IO – Ciao zia, no devo solo comprare del sapone.

ZIA – Compri il sapone in farmacia, come mai?
IO – Purtroppo sai per la mia allergia…
ZIA – Ah capisco.. mi dispiace.

Sono sicura che non  ricorda nulla della mia allergia, perché dovrebbe poi? Con tutti i nipoti che ha..


ZIA – Sai volevo proprio telefonarti per invitarvi a cena sabato prossimo, mi dici sempre
        no! Questa volta non accetto un rifiuto!
IO – Vedi zia, per me è un problema cenare fuori casa e non voglio creare difficoltà agli altri con
       questa maledetta allergia (preciso) al Nichel. Inoltre sono allergica anche alla soia e…..
ZIA – Ma figurati, non ci sono problemi! Dimmi cosa non puoi mangiare e ci penso io.
IO – Non è così semplice, faccio prima a dirti (sospiro pensando ai pochissimi cibi che mi  

        sono permessi..)  cosa  posso mangiare..  
        Senti facciamo una cosa, mi porto la cena pronta da casa, va bene?
ZIA – Non ti azzardare, mi offendo! Preparo in bianco per tutti, va bene?


Mio marito mi guardava preoccupato, capisce che mi sto cacciando in un ginepraio.


IO – Non c’entra mangiare in bianco zia. Sono troppe le cose che mi sono vietate e mi riesce difficile

        spiegarti tutto in pochi minuti.
        Ma poi non è solo il cibo, non posso toccare metalli, usare saponi comuni per lavarmi le mani, 

       non posso…
ZIA – Ho capito! Mentre pensi a cosa posso preparare, vado a comprare il sapone che usi tu!

          Aspettatemi, torno subito.

Non mi da il tempo di obiettare che si fionda in farmacia da dove eravamo appena usciti. Non faccio in tempo a parlarne con mio marito che, eccola di ritorno!


ZIA – Preso! Un po’ caro però,  se devi usare sempre questo.
IO – Non me ne parlare.... Comunque non dovevi zia, mi rincresce che hai speso questi soldi..

ZIA – Non preoccuparti, per una volta…
         Allora, dimmi cosa vi cucino..

Dopo aver elencato alla cara zia i pochi cibi che mi sono concessi, mi accorgo che si illumina.


ZIA – Preparo un risotto e delle zucchine ripiene.

Mio marito scuote la testa vedendo che ormai sono in preda allo sconforto e decide di darmi una mano.

LUI – Zucchine ripiene di cosa? Perché bisogna fare attenzione zia, pensa che anche le pentole sono

          un problema, dovrebbe mangiare cibi cucinati in tegami di vetro. Inoltre deve stare alla larga
           dai cibi nelle scatolette e…

Passano diversi minuti e stanno ancora discutendo, ho il mal di testa e spero finisca presto.

IO – Senti zia facciamo così.. vengo e mangio quello che c’è! Per una volta non succede niente. Dai  
        stai tranquilla, a che ora veniamo?


So bene che  pagherò cara questa decisione,  in questo periodo sono ai massimi livelli di Nichel nel corpo, ma non sopporto più questa discussione!
Mio marito che capisce la mia frustrazione  non mi rimprovera e mi lascia fare.


ZIA – Quando volete. Beh ora devo proprio andare, ci vediamo sabato.

Salutiamo e ci avviamo al parcheggio spossati e confusi.
Non faccio in tempo a salire in macchina che squilla il cellulare, è zia Caterina!


IO – Dimmi zia.
ZIA – Sono mortificata, abbiamo discusso tanto per riuscire a cenare insieme…
IO – Perché, cosa succede?
ZIA – Dobbiamo rimandare, mi sono ricordata che tuo zio aveva promesso a dei nostri amici che
           saremmo andati a mangiare la pizza sabato, hanno già prenotato.  
           Mi sento in imbarazzo, mi dispiace tantissimo, ma la cena è solo rimandata.
           Ti telefono la prossima settimana. Scusa ancora, bacioni.
 
Mio marito ed io ci guardiamo e scoppiamo in una risata liberatoria.
 
EFFETTI COLLATERALI DELL'ALLERGIA AL NICHEL?
 
ZIA CATERINA SPARIRA’ DALLA CIRCOLAZIONE PER MOLTISSIMO TEMPO.


 

1 commento:

  1. Mi rivedo moltissimo in questo "tormentato" racconto...perchè ahimè, soffro anche io di numerosissime allergie. Quindi ora mi ritrovo, oltre a dover declinare molti inviti, (nonostante anche io mi trovi costretta ad "attrezzarmi" portandomi dietro la cena) ad essere automaticamente esclusa da qualunque possibile invito, perché l'inevitabile pensiero di molti miei amici che conoscono le mie problematiche è: "...tanto non lo può mangiare." Sigh!!

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