lunedì 6 ottobre 2014

DOTTORESSA BERNARDI PATRIZIA




MEDICI A CONFRONTO

Il nichel è un minerale del quale il nostro organismo ha bisogno per la sua omeostasi: è un costituente dell’acido ribonucleico (RNA) delle nostre cellule, attiva diversi sistemi enzimatici e avvia la catalisi dei processi ossidativi, favorisce l’assorbimento intestinale del ferro, entra nel metabolismo della metionina. Tutti gli alimenti contengono nichel, anche l'acqua, pure se in piccolissime tracce. L'eliminazione del nichel in esubero introdotto con gli alimenti avviene tramite l' urina e le feci, ma la regolazione omeostatica della sua concentrazione nel sangue è a carico della funzionalità renale.
 Se il rene non è efficace questo minerale è “trattenuto” maggiormente.
 La funzione biologica utile del nichel è essenzialmente implicata nel:
  • metabolismo ormonale
  • metabolismo del glucosio e quello dei lipidi
  • mantenimento dell'integrità delle membrane cellulari
  • costituzione enzimatica
  • stabilizzazione degli acidi nucleici
 Tuttavia fenomeni di accumulo o anche di iper-sensibilità individuale possono dar luogo a reazioni soggettive. L’allergia più nota al Nikel è la dermatite da contatto: la pelle appare arrossata, pruriginosa, gonfia e ricoperta di vescicole che possono rompersi formando piccole croste; successivamente, se il contatto con il nichel persiste nel tempo, la pelle si ispessisce e si desquama, screpolandosi ed assumendo un colore più scuro.
 L’esposizione al nichel, che è dose-dipendente, può inoltre provocare altri sintomi, non collegabili immediatamente all’ingestione o al contatto con il nikel: prurito, asma, bronchite, ulcere cutanee, afte, gonfiore addominale, stanchezza, mal di testa, meteorismo, angioedema, dermatite nelle zone flessorie, rash maculopapulare e vasculite. Anche il fatto di ingrassare è un sintomo che segnala un accumulo di sostanze tossiche che un soggetto allergico o intollerante può presentare, come denuncia di questo disequilibrio.



Altri sintomi aspecifici osservati sono: diarrea, crampi addominali, emicrania e meteorismo. Anche lo stress psico-fisico e le variazioni stagionali possono influire sulla manifestazione allergica. I fumatori assumono una maggiore dose di nichel tramite i loro polmoni. Tutti i sintomi elencati dipendono dalla dose del metallo assunto; inoltre, non si è ancora potuta stabilire la dose minima di nichel tollerata dai soggetti sensibili. In media, l’intervallo di tempo tra l’ingestione del nichel e la comparsa di sintomi varia da 1 a 24 ore.
Contengono nikel: cerniere e bottoni, bigiotteria, orologi, chiavi, accendini, occhiali, monete, targhette, manici degli ombrelli, utensili da cucina, lavelli, aghi, forbici e ditali, fermacarte, sedie di metallo, maniglie delle porte, tinture per capelli e liquidi per la permanente.
Non usare pentole smaltate, in teflon, in alluminio. Usare esclusivamente stoviglie di vetro, acciaio inox 100%, vetroceramica proprio per evitare che le sostanze acide contenute nei cibi favoriscano la dissociazione e, quindi, il rilascio del nichel dagli utensili usati.
 Il nichel è presente in dosi elevate in moltissimi alimenti tra i quali: cacao (855), the (710), semi di soia secchi (390), arachidi (390), noce di cocco (320), fagioli (273), lenticchie (248), avena (230), ceci (130), mandorle (130), cereali integrali, (221), nocciole (170), cannella (170)[1], albicocche secche (120), pistacchi (100), sesamo (82), liquirizia (41). Bisogna escludere categoricamente dalla dieta delle persone sensibili al nikel anche le margarine e gli alimenti contenti grassi idrogenati. Ma anche tutti i prodotti confezionati, preparati, precotti, industriali.

Inoltre bisogna ridurre drasticamente alcuni alimenti
  • tutti quelli inscatolati o confezionati;
  • pomodoro[2],
  • alloro,
  • asparagi,
  • funghi,
  • cipolle[3],
  • agretti,
  • spinaci,
  • piselli,
  • legumi (i peggiori sono i ceci),
  • fagiolini;
  • spinaci,
  • funghi,
  • carote,
  • riso parboiled,
  • farina di grano integrale,
  • farina di mais integrale,
  • grano saraceno e farina,
  • orzo,
  • pere,
  • prugne,
  • uva,
  • uva passa,
  • banane;
  • tè, caffè, cacao,
  • birra,
  • vino rosso,
  • margarina,
  • noce moscata,
  • chiodi di garofano,
  • semi di girasole,
  • semi di lino,
  • cumino,
  • lievito chimico,
  • fegato,
  • aringhe,
  • sgombro (in scatola)
  • tonno (in scatola),
  • ostriche,
  • frutti di mare (questi sono gli unici pesci vietati).
I cibi che possono essere consumati in moderate quantità sono:
  • cavoli,
  • cetrioli;
  • riso brillato;
  • caffè
  • avocado;
  • pompelmo;
  • kiwi,
  • lamponi,
  • meloni,
  • pesche,
  • olio exv. di oliva,
  • uova
  • the verde;
Infine gli alimenti che possono essere consumati liberamente:
  • tutte le carni;
  • pesce (tranne quello scritto sopra);
  • farine, pane e paste da farine raffinate (non integrali) di frumento, di kamut, di mais, di segale
  • quinoa,
  • melanzane,
  • peperoni,
  • peperoncini,
  • aglio,
  • albicocche,
  • pinoli
  • lattuga iceberg,
  • indivia belga,
  • indivia riccia,
  • radicchio,
  • ravanelli,
  • cetrioli,
  • mele,
  • albicocche,
  • ciliegie
  • susine,
  • fragole,
  • mandaranci,
  • mandarini,
  • melagrane,
  • more,
  • mirtilli,
  • papaya
  • uova,
  • olive,
  • uva,
  • pere,
  • patate
  • barbabietole,
  • broccoli,
  • carciofi,
  • cardi,
  • peperoni,
  • porri,
  • finocchi
  • rucola,
  • verza,
  • zucchine,
  • burro,
  • salvia,
  • rosmarino,
  • zenzero.
 Per cuocere i cibi sono indicate le pentole di ghisa, di alluminio anodizzato oppure di acciaio inox garantito senza nichel, pentole smaltate, o di pirex. Inoltre va evitato il contatto con metalli contenenti Nichel, oltre che con cemento, detersivi, tinture per capelli, ecc.
Per quanto concerne il nikel, gli studi confermano che l’acqua imbottigliata è sicura; mentre, per quella dei nostri rubinetti è consigliato farla scorrere prima di berla o utilizzarla per la cottura dei cibi, in modo da ridurre l’assunzione del metallo maggiormente concentrato nell’acqua iniziale perché rilasciato dalle tubature. Comunque in alcuni comuni è ancora presente l’arsenico, quindi in quei casi è bene evitare di utilizzarla comunque. La filtrazione dell’acqua con caraffe o con sistemi che si applicano ai rubinetti non aiuta a ridurre la concentrazione del nikel. 
  
Un integratore utile è l’olio di perilla, che agisce come anti allergico e non ha effetti collaterali. La Perilla (Perilla frutescens) è una pianta della tradizione fitoterapica cinese. Ha una spiccatissima attività naturale come coadiuvante nel prevenire e normalizzare le reazioni allergiche, grazie probabilmente alla presenza di componenti (i flavonoidi) in una forma particolare. Se ne prendono 2 perle, 2-3 volte al dì.
[1] Si consideri che i valori riportati sono valutati su 100 g. di alimento, condizione che non si verifica  mai quando si utilizzano quantità omeopatiche di aromi.

[2] La passata di pomodoro generalmente è ben tollerata dalle persone con allergia sistemica al nichel. Va peggio con il pomodoro crudo.

[3] la quantità di cipolla necessaria per insaporire non può costituire una dose di nikel eccessiva, mentre lo è una zuppa di cipolle, o un piatto completo di cipolle.Dott.ssa Bernardi Letizia. Naturopata, specializzata in Bioterapia Nutrizionale; Giornalista medico scientifico; Erborista; ex Dirigente scolastico; Psicopedagogista, socio ordinario della Società Italiana di PsicoNuroEndocrinoImmunologia(SIPNEI).

http://www.letiziabernardi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2&Itemid=102






 

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