sabato 8 novembre 2014

Cromo e nichel sotto l’asfalto.


Ecco i veleni della Valdastico sud

Ma per i periti «non sono di per sé indicativi di un pericolo per l’ambiente o per la salute»





VENEZIA Fluoruri, Cod (acronimo che in italiano si traduce con «domanda chimica di ossigeno »), bario, rame, nichel e cromo. È questa la lista delle sostanze che secondo i periti del gip di Venezia Andrea Comez supererebbero i limiti previsti dalle normative e che sarebbero stati scaricati sotto la Valdastico Sud. Anche se nelle loro conclusioni, con una soluzione che lascia aperto qualche spazio anche alle difese, il geologo Francesco Benincasa, l’ingegnere Giuseppe Cantisani e il chimico Luigi Colugnati sospendono il giudizio sul danno ambientale del cantiere su cui la procura di Venezia ha aperto un inchiesta con ben 27 indagati per traffico illecito di rifiuti, tra cui Attilio Schneck, oggi presidente della A4 Holding , e numerosi imprenditori. «La suindicata non conformità rispetto alle previsioni della normativa, tuttavia, non risulta di per sé indicativa di un pericolo per l’ambiente o per la salute - scrivono i periti del giudice - dipendendo tale condizione dalla “mobilità” degli elementi e dei composti verso i potenziali bersagli».

Insomma, da un lato c’è la certificazione che nel cantiere sono stati usati materiali che non andavano bene, dall’altro però la mancanza della prova del danno ambientale, oltre al fatto che nelle conclusioni i tre esperti non sciolgono nemmeno la riserva sulla richiesta del giudice di specificare che tipo di classificazione si potesse dare al rifiuto. «I materiali conferiti nei cantieri della autostrada A31 Valdastico Sud (...) presentano numerosi superamenti delle soglie limite stabilite, dalle norme di riferimento, per alcuni parametri di interesse - è scritto nella relazione finale - tali superamenti appaiono indicativi di una condizione generale di non conformità alle norme in materia di tutela dell’ambiente e della salute».

In realtà secondo i tecnici i materiali scaricati, le scorie di acciaieria non sono incoerenti con quanto previsto nel progetto, ma è proprio la quantità ad essere sballata. E qui, tra le righe di un capitolo precedente della lunga perizia, quello dell’ «interpretazione dei dati in termini di rischio ambientale», viene lanciata un’accusa nemmeno troppo velata: «Ciò, a parere degli scriventi, fa sollevare l’attenzione sull’efficacia e la frequenza dell’attività di controllo dell’idoneità dei materiali a monte della loro messa sul mercato e parimenti all’arrivo in cantiere». Proprio queste conclusioni in parte ambivalenti ieri mattina hanno da to or igine a un’udienza fiume durata oltre quattro ore, in cui tutti i legali dei 27 indagati e il pm Rita Ugolini, accompagnati dai propri tecnici, hanno contro-interrogato i periti del gip. Il magistrato ha dunque riaggiornato l’udienza al prossimo 12 febbraio, quando verrà presa una decisione sulle eventuali richieste delle difese di un’integrazione della perizia sugli aspetti rimasti irrisolti.

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/4-novembre-2014/cromo-nichel-sotto-l-asfalto-ecco-veleni-valdastico-sud-230470496880.shtml

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