mercoledì 17 dicembre 2014

Elementare Watson ? Macchè...

 
 
Proviamo a fare un po' di chiarezza.
 


L'Agcom boccia ma l'Antitrust promuove Bionike sui cosmetici gluten free e nickel tested


L’Antitrust in disaccordo con i colleghi delle Comunicazioni dà ragione alla società Icim che commercializza in Italia i prodotti cosmetici a marchio Bionike. Lo apprendiamo dall’ultimo Bollettino dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato.

Le parti in questione che si sono confrontate sono appunto l’Icim, e Ales, in qualità di segnalante, che commercializza in Italia prodotti cosmetici a marchio Lierac e a marchio Phyto. La pratica commerciale di Icin consiste nella promozione di numerosi prodotti cosmetici a marchio Bionike, attraverso le diciture “senza glutine” e “nickel tested”.

Questi messaggi esaltano la tollerabilità e sicurezza dei prodotti laddove riportano espressioni quali: “(…) protegge la pelle più sensibile, intollerante e reattiva, perché è (…) senza glutine e nickel tested”. Ebbene la società diciamo concorrente Ales ha segnalato queste pratiche commerciali come scorrette.

Ales sostiene che un cosmetico con glutine non presenta alcun rischio per celiaci o soggetti affetti da gluten sensitivity, in quanto dette patologie risultano scatenate dall’ingestione di prodotti contenenti glutine ovvero proteine del grano diverse dal glutine, e quindi comunque attraverso l’assunzione di alimenti.

Pertanto, l’indicazione “senza glutine”, sottintendendo un’affermazione di pericolosità per i celiaci dei prodotti con glutine, risulta ingannevole.

Quanto al fatto che i prodotti Bionike sono testati per il contenuto di nickel, il segnalante contesta che l’indicazione è inutile al fine di rassicurare i consumatori sulla massima tollerabilità e sicurezza dei prodotti Bionike, in quanto la legge non prevede alcun test sul contenuto di nickel per i cosmetici perché il nickel è vietato come ingrediente, sebbene sia tollerato in tracce in quanto tecnicamente ineliminabili, dal Regolamento (CE) sui prodotti cosmetici.

Peraltro, i test, in atti, sulla percentuale di rilascio di nickel dai prodotti di make-up sono stati condotti secondo una metodologia non validata per i cosmetici, mentre i test sul contenuto in nickel dei prodotti di cosmesi bianca sono stati effettuati secondo una metodica interna del laboratorio incaricato Chelab “non controllabile né da un punto di vista strumentale, né metodologico”.

L’Aic – l’Associazione italiana celiachia – che è stata sentita sulla questione in realtà dà ragione all’Ales. “Nella letteratura scientifica indicizzata ed universalmente condivisa – ha detto non esiste nessuna evidenza che l’esposizione cutanea al glutine in vivo o in vitro attivi i processi infiammatori ed immunologici patogenetici della MC [malattia celiaca] e della DE [dermatite erpetiforme] e che altre modalità di esposizione del paziente al glutine, diversa da quella intestinale, siano in grado di attivare l’infiammazione glutine dipendente”.

L’Antitrust ha affidato all’IFO-Istituti Fisioterapici Ospitalieri lo svolgimento di una consulenza tecnica in merito alla potenziale tossicità dell’esposizione cutanea al glutine e al nickel. Ebbene il consulente dell’Autorità ha dato ragione di fatto all’Icim.

Sul glutine il consulente dell’Autorità ha chiarito che in relazione al potenziale allergenico e/o irritante del glutine per via topica, sono riportati in letteratura osservazioni da parte di alcuni autori riguardo episodi di allergia cutanea a cosmetici contenenti glutine, o comunque idrolizzati proteici contenenti glutine .

E che comunque nella specifica ipotesi di dermatite atopica tenuto conto del fatto che nei soggetti atopici la barriera epidermica è alterata nella sua funzione di protezione, il rischio di sviluppare in particolare una dermatite allergica è considerato .

Sul nickel risulta che “coerentemente con quanto precisato dai consulenti di Icim”, il consulente dell’Autorità rappresenta che i metalli, fra cui il nickel, sono ubiquitari nell’ambiente, rendendo inevitabile l’esposizione cutanea e sistemica, con il conseguente aumento di allergie verso i metalli stessi, e che, in particolare sono sensibilizzati al nickel il 17% delle donne e il 3% degli uomini. E anche se ad oggi nell'Unione Europea non esistono né un limite fissato che quantifichi le tracce tollerabili di nickel nei cosmetici, né un metodo standard riconosciuto dalla normativa per titolare la presenza di questo metallo come contaminante, la verifica che il contenuto di nickel e di cromo sia al di sotto di questa soglia nei cosmetici può essere apprezzata anche se non obbligatoria.


Ma l’Autorità per per le Garanzie nelle Comunicazioni, dicevamo, non la pensa come l’Antitrust e boccia l’Icim. Perché a suo dire sul claim “senza glutine”, tale effetto benefico (cioè, l’assenza delle supposte possibili reazioni di sensibilizzazione prodotte dalla presenza di glutine nei cosmetici), non è scientificamente dimostrabile.

Quanto alla presenza di nickel, la verifica della quantità di nickel presente nei cosmetici bianchi e nei make-up è apprezzabile, ma il professionista utilizza, da un lato, un metodo non controllabile, dall’altro un metodo impiegato per altre tipologie di prodotti e che non consente di affermare, con ragionevole certezza, un beneficio per il consumatore.

L’Antitrust invece promuove a pieni titoli Bionike e boccia la segnalazione arrivata dal suo concorrente. Sul glutine dice che l’indicazione “senza glutine”, mettendo in evidenza che tra gli ingredienti del prodotto non figura il glutine, e stante la natura di cosmetico del prodotto al quale si riferisce, possa costituire un’informazione rilevante per orientare le scelte dei consumatori che sanno di essere allergici o intolleranti per via topica alle proteine del grano e che non necessariamente coincidono con i soggetti affetti da celiachia la cui intolleranza al glutine è attivata invece attraverso l'ingestione della proteina glutine contenuta in vari alimenti.

Sull’indicazione “nickel tested” sostiene invece che l’indicazione riportata sui prodotti che testimonia le indagini condotte sul contenuto di nickel costituisce un parametro sul quale il consumatore possa orientare le sue scelte in modo consapevole.

http://www.ilvelino.it/it/article/2014/11/10/lagcom-boccia-ma-lantitrust-promuove-bionike-sui-cosmetici-gluten-free-e-nickel-tested/6463c876-ab95-41f4-9962-f87cb09dcbc3/

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