lunedì 15 dicembre 2014

Prima di tutto il business, poi forse, la salute!





Ebbene sì! Questa sera sono venuta a conoscenza di una norma che  impone alle aziende
di non segnalare sui prodotti la dicitura "NICKEL TESTED", in quanto dal 2009 è in vigore una legge che proibisce la messa in commercio di cosmetici contenenti Nichel.


Quanto alla presenza di nickel, la verifica della quantità di nickel presente nei cosmetici bianchi e nei make-up è apprezzabile, ma il professionista utilizza, da un lato, un metodo non controllabile, dall’altro un metodo impiegato per altre tipologie di prodotti e che non consente di affermare, con ragionevole certezza, un beneficio per il consumatore. 

Sull’indicazione “nickel tested” sostiene invece che l’indicazione riportata sui prodotti che testimonia le indagini condotte sul contenuto di nickel costituisce un parametro sul quale il consumatore possa orientare le sue scelte in modo consapevole. (Agcom)

Ma allora, come possiamo regolarci?
Inoltre..

il mercato dei cosiddetti cosmetici biologici e naturali raggiungerà alla fine del 2014 i 400 milioni di euro di fatturato. E' un settore in costante crescita e rispetto al 2013 è aumentato del 7,7 per cento.

Nel mondo, il giro d'affari legato a questo tipo di prodotti, tocca i 13 miliardi di dollari. Creme, saponi e trucchi bio si trovano ormai non solo nelle botteghe dedicate ma anche negli scaffali delle grandi catene di distribuzione. Come facciamo ad essere sicuri che quando prendiamo un cosmetico con la scritta "bio" stiamo comprando davvero un prodotto biologico?

Che differenza c'è tra naturale, ecologico e bio? E poi, chi tutela il produttore che ricorre all'agricoltura biologica per fabbricare i propri cosmetici da chi invece usa la parola "bio" solo perché fa vendere di più?


Guardate questa puntata di Report..


http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-08e513d3-3306-4855-8a36-41225a69e06e.html?refresh_ce


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