mercoledì 7 ottobre 2015

RICOVERO & NICHEL = IL DIAVOLO E L'ACQUA SANTA




Buongiorno a tutti.
Innanzitutto vorrei scusarmi per la lunghissima assenza, nella quale avrei comunque potuto postare ma senza troppa cura e non dedicando la giusta attenzione e accuratezza.
Non vi sarebbe piaciuto e non rientra nel mio modo di fare.
Oggi vorrei parlarvi di degenze ospedaliere.

Qualche mese fa ho avuto un ricovero per un intervento chirurgico che richiedeva dai due ai tre giorni di degenza che si sono ridotti a meno di 24 ore, quando, è proprio il caso di dirlo, i medici hanno “sbattuto” la faccia contro la mia storia di allergia al Nichel.

Ottimi medici, eccellenti nelle specialità di rispettiva competenza, ci tengo a precisarlo, ma altrettanto impreparati e disinformati su questa allergia.
La reazione è stata, da parte di tutti i sanitari, (anestesista, chirurgo, dietologo e personale infermieristico) di assoluto stupore e notevole imbarazzo nel dover palesare la loro assoluta incompetenza al cospetto di una paziente allergica al Nichel.

Spaesati e incapaci di gestire adeguatamente una patologia che riguarda 14 milioni di persone  (nelle stime più ottimistiche) hanno fotocopiato tutti il mio referto ospedaliero riguardante questa allergia e le indicazioni dello stesso ospedale su cosa evitare il contatto.

La dietista è passata a dirmi che non sapevano proprio cosa portarmi da mangiare e mi chiedeva se avessi dei suggerimenti, precisando che non avevano la possibilità di usare stoviglie adeguate e alimenti sicuri.
Naturalmente ho risposto che mi sarei fatta portare il cibo da casa, sembrava sollevata..

Alle sette del mattino il giorno dopo l’intervento, il chirurgo è passato a visitarmi. Mi è sembrato strano, visto che i medici passano in tarda mattinata e mai da soli, ma dopo aver constatato che stavo “bene”, mi ha proposto di andare a casa, così avrei potuto stare, parole sue, nel mio ambiente sicuramente più idoneo per controllare la mia allergia.

Inutile dire che sono stata felicissima di uscire, tuttavia mi è rimasta l’amarezza nel constatare che siamo soli con la nostra allergia e che in Italia 14 milioni di persone siano poche e invisibili, comunque non sufficienti a far sì che il Ministero della Sanità si prenda il disturbo di mandare una semplice circolare su come “trattare” un paziente con allergia al Nichel durante un ricovero.



 
 

2 commenti:

  1. Avuto un'esperienza simile... la dietista dell'ospedale mi mandò cose che non potevo mangiare ...

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    1. Assurdo Monica! Non ci sono parole..
      Penso a tutti coloro che ci consigliano di rivolgerci ai dietologi, senza rendersi conto della scarsa conoscenza di questi "specialisti".
      Il miglior medico è quello che vedi riflesso nello specchio! ;-)

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