venerdì 15 gennaio 2016

Allergia al Nichel e non solo...


Molti di noi non tollerano più gli indumenti più comuni, questo articolo forse può aiutarci nella scelta di tessuti naturali, privi di nylon, poliestere, acrilico e colorazioni.  Veleno per molte persone che soffrono di allergie.



Gli indumenti, pesanti o leggeri, limitati a pochi capi in periodo estivo o stratificati in modo più o meno complesso in inverno, coprono la nostra pelle durante l’arco dell’intera giornata. Da questo è facile desumere l’importanza di un corretto modo di abbigliarsi per quei soggetti, come gli allergici o con cute facilmente irritabile, che hanno problemi con molte sostanze presenti nell’ambiente.
I tessuti sono prodotti industriali altamente complessi. Le fibre, naturali o sintetiche, vengono prima colorate e poi trattate con prodotti ignifughi, antistatici, sbiancanti, ecc., che ne garantiscono particolari caratteristiche di indeformabilità, irrestringibili, brillantezza, ecc…Vediamo ora le differenze esistenti fra una fibra sintetica o artificiale e una naturale.
Le fibre sintetiche sono prodotte interamente in laboratorio attraverso la manipolazione di materie prime quali petrolio o carbone (es. poliestere, acrilico, nylon).
Le fibre artificiali derivano invece dal trattamento di materie prime naturali, prevalentemente cellulosiche (es. rayon).

Infine, le fibre naturali possono essere di origine animale o vegetale, come ad esempio lana, seta, cotone, canapa.

Vere e proprie reazioni allergiche alle fibre di per sé sono rare. Più spesso le fibre causano reazioni irritative per la ruvidezza della loro superficie. La lana può indurre prurito e talora irritazione della pelle soprattutto in soggetti atopici; inoltre, può dar luogo a orticaria da contatto e a fenomeni cutanei legati a sensibilizzazione per contatto negli allergici alla lanolina. Pertanto l’utilizzo della lana a contatto diretto con la pelle è sconsigliato sia in bambini che in adulti atopici, mentre i capi di lana possono essere indossati sopra quelli di cotone senza causare problemi.

La seta non induce generalmente irritazione cutanea, ma può causare, in rarissimi casi, orticaria da contatto o fenomeni eczematosi in soggetti atopici.
Ciò però non giustifica l’eliminazione di questo tessuto dall’abbigliamento di bambini e adulti atopici, se non in casi mirati. Sono stati infine segnalati rari casi di allergia a fibre di nylon non colorato.

A parte la formaldeide che è impiegata nella fase finale della lavorazione di alcuni tessuti e che può causare una dermatite da contatto, delle altre sostanze utilizzate per il finissaggio non sono note le caratteristiche allergologiche. Molto importanti sono invece i coloranti per tessuto e, fra questi, quelli che causano la maggior parte dei problemi cutanei sono i “dispersi“. Infatti, è stato dimostrato che i bambini con dermatite atopica sono sensibilizzati a questi coloranti in una discreta percentuale di casi. L’applicabilità dei dispersi, comunque, si limita alle fibre sintetiche.

È a tutti noto che non esiste a tutt’oggi un’etichettatura che preveda indicazioni riguardanti le sostanze usate per la tintura e il finissaggio dei tessuti. In assenza di informazioni specifiche è quindi consigliabile scegliere una fibra naturale, in modo da escludere automaticamente la possibilità di imbattersi nei dispersi. Bisogna prestare anche attenzione alle piccole percentuali di sintetico nelle fibre naturali.

Oltre alla scelta dei tessuti, bisogna badare anche agli accessori, come bottoni, cerniere lampo, elastici, etichette, ecc. fabbricati con materiali allergenici.

Il nichel, contenuto nella maggior parte degli oggetti metallici, rappresenta l’allergene più frequente. Circa il 10% della popolazione generale, con o senza manifestazioni cutanee, risulta allergica a questo metallo: è quindi importante escluderlo dalla fabbricazione degli accessori degli indumenti, soprattutto se si tratta di quelli infantili. I sali di nichel vengono solubilizzati dal sudore e assorbiti attraverso la cute, soprattutto in periodo estivo, anche se l’accessorio metallico non è a diretto contatto con essa. L’indossare abiti con parti di nichel sopra altri che ne sono privi non protegge quindi dalla comparsa di fenomeni allergici.

La gomma è allergizzante per il suo contenuto di acceleranti. Le proteine del lattice possono inoltre causare orticaria da contatto e sintomi allergici generali. Attenzione va dunque posta a evitare il contatto diretto di elastici, cinture, bretelle e altre parti di gomma con la pelle.

La canapa è inattaccabile da acari, muffe, funghi e tarme; è anallergica e inoltre non conduce energia elettrica per cui non si carica di elettricità statica. La non tossicità dei tessuti fa sì che gli indumenti in canapa biologica siano altamente tollerati anche da chi ha problemi dermatologici di allergie o ipersensibilità ai trattamenti chimici cui sono sottoposti i tessuti “convenzionali” che normalmente utilizziamo, o più semplicemente persone che risentono della scarsa traspirazione della pelle vestita di fibre sintetiche (problema spesso sentito, ad esempio, dalle “taglie forti”).

Alla Bottega della Canapa potete trovare PACINO ethical natural manifacture ®, un marchio di abbigliamento biologico uomo/donna in tessuti naturali (canapa, cotone biologico, lana di Yak, ecc.) con colorazioni ecologiche, in altre parole non vengono usati metalli pesanti in fase di fissaggio del colore: questa caratteristica, insieme all’assenza di pesticidi e diserbanti chimici nelle colture delle piante da fibra utilizzate (vengono utilizzati tessuti provenienti da colture BIO Certificate), fa davvero la differenza per la salute della pelle (molto importante soprattutto per gli indumenti intimi) e, naturalmente, dell’ambiente.
Sito ufficiale: www.bottegadellacanapa.com
Blog: trame.bottegadellacanapa.it
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Twitter: www.twitter.com/bottegacanapa

Fonti:
http://www.eczematopico.it/pubblicazioni/notizie5_supplemento/vesto.htm

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